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Ca’ del Vescovo - Palazzo Pozzobonelli -
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Ca’ del Vescovo - Palazzo Pozzobonelli -
L’edificio si trova al limitare del paese a 8 km circa da Moncalvo -AT-.
La proprietà comprende un fabbricato residenziale disposto su 2 piani (circa 600 mq. complessivi) con antistanti cortili ed un basso fabbricato laterale adibito a porticato.
Non si hanno notizie certe sulle vicende e sugli aspetti storico artistici dell’immobile tranne una descrizione riportata su un Testimoniale di Stato del 1885 dal quale è possibile desumere l’impianto originario e la consistenza di questa proprietà.
Originariamente il complesso faceva parte delle proprietà dei Pozzobonelli antica famiglia nobiliare investita di giurisdizione feudale fin dal 1528. (Così riportato dallo storico Dionigi Roggero).
Da una visita pastorale del 1725 si apprende la localizzazione della proprietà in un disegno del XVIII Sec. conservato presso l’Archivio Storico Comunale dove la casa viene raffigurata su due piani fuori terra con tetto a doppia falda.
Sicuramente appartenuta in quel periodo ad Ottavio Pozzobonelli e al di lui fratello Giacinto, Canonico della Cattedrale di Casale Monferrato e convisitatore del Vescovo.
Da un testimoniale di Stato del 1885, si evidenzia la composizione del fabbricato con al piano primo fuori terra una saletta o camera a mangiare (con affacci sulla strada) collegata alla prospiciente cucina. Affacciate sul cortile invece, la camera d’inverno con camino Franklin ed altri ambienti dotati di armadi a muro pavimentazioni in cotto e voltoni di cui non viene specificato il materiale. Una sala dotata di accessi in noce con tre affacci e soffitti in travi e travicelli (in mediocre stato di conservazione) ed un camino in marmo. Vi era poi la Camera del Vescovo con due finestre una nord e l’altra ad est, dalle pareti rivestite di tappezzeria in carta, pavimento alla veneziana e volta tinteggiata a disegno.
Al piano secondo fuori terra; camera sopra l’archivio, camera del curato, camera della cuciniera, camera sopra la cucina o granaio, camera sulla camera d’inverno, stanza sulla Camera del Vescovo ed altri locali adibiti a magazzino.
Al piano seminterrato la cantina ripartita in scomparti con volte in mattoni a vista.
Attiguo il porticato con aperture sul cortile, tramezzato e impalcato a travetti, per ricovero attrezzi e legnaia.
All’epoca il cortile cintato era chiuso da muro (500 mq. circa) con porta d’accesso a passo carraio.
Utilizzata come canonica, la casa risulta disabitata da almeno 15 anni.
Attualmente l’edificio a pianta rettangolare, con un avancorpo inserito nella parte centrale, conserva l’originaria struttura portante in pietra da cantone (blocchi di tufo) e cotto. Il cortile è ripartito su 2 piani comunicanti da scala. Cantine con l’originaria disposizione.
Gli interni presentano alcune caratteristiche dell’epoca con volte e decorazioni in discreto stato di conservazione. Nella maggior parte degli ambienti porte e infissi dell’epoca.
Il primo piano è quello che ha subito interventi maggiori con adattamenti funzionali relativi alle esigenze degli ultimi periodi di utilizzo (suddivisione in piccole stanze per raduni Esercizi spirituali).
I piani sono collegati da scala interna di discreto interesse architettonico.
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